Consigli utili

Intendo fornire brevi ma fondamentali consigli per evitare che alcune patologie di ampia diffusione e di grande incidenza sociale possano cronicizzare per il tardivo intervento dell’esperto.

In modo particolare mi riferirò alle novità sulla individuazione clinica delle cefalee, alla caratterizzazione nosografica e terapeutica del diffusissimo “panico” vero e proprio flagello di questi anni, e di numerose altre patologie neurologiche spesso diagnosticate in ritardo.

Sarebbe utile combattere per esempio, l’uso indiscriminato, cronico ed “incoraggiato” degli analgesici che possono risultare dannosi ed efficaci solo per un breve spazio di tempo.

Gli analgesici , infatti, vanno assunti con cautela perché se presi cronicamente possono essere tossici e creare dipendenza.

Ho inteso illustrare i sintomi più ricorrenti e facilmente individuabili dal medico e dal paziente per giungere ad una diagnosi corretta che consenta di instaurare una terapia mirata ed efficace.

Uno dei mali più gravi dei nostri giorni è la diffusa abitudine di assumere farmaci (dall’antiacido all’ipnoinducente) senza ascoltare il medico.

Il fai da te in medicina può essere pericoloso: ciò che può far bene ad un paziente può nuocere ad un altro perché i sintomi possono essere simili ma le malattie completamente differenti.

Ti senti confuso?

Ti capita spesso di sbagliare strada per tornare a casa?

Dimentichi le chiavi ovunque? non ti sovviene il nome di una persona che comunemente frequenti?

Confondi l’uso di oggetti? Ad esempio ti capita di scambiare il dentifricio e lo usi come dopobarba?

Ripeti spesso le stesse cose?

Confondi la camera da letto con il bagno?

Se cominci ad avere questi sintomi devi rivolgerti ad un neurologo.

Se soffri di mal di testa da diversi anni e avverti i seguenti sintomi è davvero giunto il momento di consultare un esperto.

  • Dolore pulsante localizzato o generalizzato alla testa
  • Crisi dolorose giornaliere
  • Nausea e vomito
  • Il dolore è aggravato dalla luce, dai rumori e dagli odori
  • Aumento del dolore in caso di sforzo fisico
  • Incremento dell’uso di analgesici
  • Cambiamento del tipo di dolore
  • Aumento dell’intensità delle crisi con riduzione degli spazi liberi dal dolore
  • Saltuari e transitori disturbi della vista
  • Dolori migranti (Spalla, schiena, collo)
  • Disturbi del sonno

Se sei in macchina, o in ascensore, per strada o nel supermercato e avverti improvvisamente i seguenti sintomi:

  • palpitazioni
  • sudorazioni
  • sensazione di mancanza d’aria
  • fastidi al petto
  • nausea
  • difficoltà a respirare
  • sbandamento
  • testa leggera
  • sensazione di svenimento
  • tremori diffusi lungo tutto il corpo
  • paura di morire
  • una strana sensazione di essere distaccati dal proprio corpo

Non preoccuparti eccessivamente consulta il tuo medico il quale saprà consigliarti un ottimo neurologo o psichiatra ed impedire che si inneschi una spirale infinita di lunghi ed inutili consulti medici di vario tipo.

vito covelli stanchezza cronica

  1. Astenia
  2. Dolori articolari
  3. Disturbi della memoria
  4. Labilità emozionale
  5. Dolori muscolari migranti
  6. Instabilità del tono dell’umore
  7. Turbe del sonno
  8. Cefalea
  9. Linfoadenomegalie delle stazioni laterocervicali
  10. Febbricola

Questi sintomi possono comparire improvvisamente dopo un episodio infettivo a carico delle vie respiratorie o gastrointestinali o dopo aver contratto la mononucleosi infettiva.

Questa patologia persiste per molti anni, anche se i sintomi sono molto più intensi all’inizio.

Si può guarire parzialmente per poi ricadere ricevendo l’impressione che il quadro clinico si sia aggravato.

Perché si possa fare diagnosi di stanchezza cronica (CFS) e’ necessario sempre escludere:

  • malattie della tiroide
  • narcolessia
  • epatiti
  • tossicodipendenza
  • effetti collaterali da farmaci
  • malattie del collagene
  • disturbi depressivi
  • anoressia e/o bulimia nervosa
  • malattie mentali
  • demenza
  • apnea notturna
  • obesità severa

E’ presente quasi sempre una depressione del sistema immunitario, un disordine dei rapporti esistenti tra le sottopopolazioni linfocitarie e presenza di elevati livelli di complessi circolanti.

E’ possibile riscontrare nel sangue anticorpi circolanti anticitomegalovirus e anticorpi antivirus di Epstein-Barr.

Sussiste il ritorno a situazione di normalità dei parametri immunologici quando il paziente comincia a migliorare soggettivamente e clinicamente.

E’ quindi necessario quando compaiono i sintomi sopraccennati consultare sempre un medico esperto, non solo per un corretto iter diagnostico ma anche per un mirato approccio terapeutico.

Attenti alle stagioni intermedie perché molte malattie, specie se croniche, possono subire una recrudescenza sul piano sintomatologico.

Chi soffre di problemi digestivi può presentare una recrudescenza della gastroduodenite o anche di piccole ulcere: aumenta il bruciore di stomaco, il dolore a stomaco vuoto e il senso di languore.

Aumentano le patologie correlate alla stanchezza e ciò riguarda gli anemici, i soggetti che soffrono di ansia, per i depressi costituiscono i periodi peggiori dell’anno, perché dormono male e il tono dell’umore diviene sempre più instabile.

Problemi molto seri possono riguardare chi soffre di cefalea a grappolo: è la stagione in cui si manifestano più frequentemente le crisi di cefalea.

E’ un dolore insopportabile come la lama di un coltello piantata in un occhio che non lascia tregua al paziente il quale va su e giù per la stanza e non riesce a stare fermo.

Dura mediamente tra 30 e i 120 minuti e il paziente alla fine è letteralmente stremato, compare sempre alla stessa ora anche di notte, si chiama per questo cefalea da “orologio”.

Durante la crisi la pupilla si restringe la palpebra si abbassa e la zona colpita può diventare rossa.

E’ una forma severa di cefalea che impone un trattamento farmacologico che nell’80% dei casi è estremamente efficace.

Attenzione anche al mal di schiena e ricordo che non tutti i dolori lombari sono legati a ernie del disco intervertebrale o a protrusioni.

Il più delle volte il dolore è psicosomatico.

Anche chi soffre di colon irritabile subisce un peggioramento delle sintomatologia legata a disordini dell’alvo.

Numerose altre manifestazioni transitorie anche a carico delle articolazioni e del sonno possono divenire più difficili da sopportare in autunno ed in primavera.

E’ importante sapere per poter ricorrere ai ripari.

I sintomi che principalmente compaiono nella depressione concernono:

  1. tono dell’umore
  2. cognitività
  3. sfera somatica
  4. psicomotricità

In particolare i sintomi fisici che devono indurre sospetto sono elencati schematicamente rappresentati qui di seguito:

1) mal di schiena

2) dolori al torace

3) cefalea

4) algie diffuse muscolari e scheletriche

5) aumento o riduzione del peso corporeo

6) impotenza e frigidità

7) stanchezza

Possono comparire anche sintomi psichici come per esempio:

  • facile irritabilità (nervi a fior di pelle)
  • disturbi del sonno
  • perdita di interesse in tutte le normali attività che prima elicitavano piacere ed emozioni
  • sentimento schiacciante di infelicità, inutilità e tristezza (vivere senza più avere alcuna speranza)
  • pianto facile
  • ansia
  • movimenti fisici ridotti, un’espressione del viso fissa e mai sorridente
  • tono di voce molto flebile
  • disturbi dell’appetito prevalentemente di tipo anoressico
  • marcato senso di colpa associato ad un sentimento di vergogna e di inadeguatezza
  • marcata visione pessimistica
  • scarsa autostima
  • a volte delirio di colpa.
  • difficoltà di concentrazione
  • ideazione tendente al suicidio

Se compaiono questi sintomi da soli o associati consultare subito il medico che saprà consigliare caso per caso il rimedio migliore.

Bisogna sempre ricordare che oggi i farmaci antidepressivi se somministrati in dosi e per periodi adeguati alla forma depressiva in oggetto possono condurre a guarigione ma non potranno mai curare l’infelicità.

La memoria ed il ragionamento sono correlate alla qualità e alla quantità del sonno.

Molto spesso, chi dorme male, riferisce di essere incapace di assolvere alle normali funzioni lavorative quotidiane in maniera adeguata.

Facile distraibilità, disattenzione, abulia, sonnolenza, stanchezza e senso di fatica sono i segni principali di qualcosa che non va nel sonno.

La qualità del sonno dipende da molti fattori ed in particolare dalla personalità, dall’architettura del sonno e dello stato mentale.

Prima della battaglia si deve avere una buona notte di sonno: quando si deve affrontare una giornata di lavoro densa di impegni, di appuntamenti e di stress bisogna assolutamente avere una notte di sonno buono, per sentirsi al risveglio tonici, rinfrancati e pronti per affrontare le difficoltà che si presenteranno durante il giorno.

Un sonno disturbato, quindi, equivale a performance ridotte.

Negli ultimi anni ci sono state importanti scoperte sui meccanismi ed estrinseci del sonno, sull’eziologia dei disturbi del sonno, mente gli studi sull’associazione tra sonno e prestazioni non hanno fornito elementi degni di massimo rilievo.

In realtà è difficile quantificare, la stanchezza, la fatica, l’inadeguatezza rispetto a quanto viene richiesto, la sonnolenza stessa è difficilmente valutabile sia da un punto di vista oggettivo che soggettivo.

Lavori complessi, delicati che richiedono l’impegno massimo della sfera cognitivo comportamentale risentono in particolare della mancanza o della privazione anche solo parziale di sonno.

Sono in aumento disturbi della memoria correlati all’insonnia.

Soggetti sonnolenti mostrano un numero maggiore di ritardi nella risposta ai test ed errori di omissione.

Questi ritardi rallentano il ragionamento logico, i semplici calcoli matematici, nonché le funzioni connesse alla memoria: è marcatamente ridotta la capacità della memoria a breve termine, sebbene restino integre le funzioni connesse alla memoria e alle informazioni acquisite prima della privazione del sonno.

Alterazioni del sonno possono indurre a sbagliare l’infermiere quando deve prendere una vena ad un paziente, o ancor peggio quando un chirurgo si accinge ad intraprendere un intervento chirurgico.

Farmaci ed alcool aggravano la sonnolenza, producono microsonni, non ristoratori, e compromettono le capacità psicomotorie e cognitive.

Le benzodiazepine hanno effetti deleteri sul sonno: aumentano la stanchezza e la confusione mentale.

Mentre l’alcool aumenta la sonnolenza soggettiva, riduce la coordinazione motoria, l’attenzione, la memoria, i problem solving e aumenta enormemente i tempi di reazione.

Peggiora il deficit psicomotorio e cognitivo.

Bisogna, invece, indirizzarsi verso una nuova ecologia del sonno imperniata sull’igiene del dormire, insegnando ad evitare l’uso di farmaci psicotropi e alcolici.

Esistono numerose patologie del sonno che devono essere diagnosticate per porre in essere le terapie mirate: cefalea mattutina, sensazione di soffocamento nel sonno, riduzione della libido, russamento rumoroso,  sonnolenza diurna, agitazione notturna possono orientare verso una sindrome delle apneee nel sonno.

La mancata di queste sindromi comporta un peggioramento della qualità della vita ed è causa di morti evitabili.

Esistono poi le parassonie che sono un gruppo di manifestazioni parossistiche che si manifestano, generalmente, durante il sonno o che sono slatentizzate dal sonno.

Si evidenziano a causa di un risveglio incompleto, anche se si possono presentare durante le diverse fasi del sonno, nelle differenti ore notturne.

Occorre sottolineare che la maggior parte delle parassonie è favorita e aggravata dallo stress.

Ci sono parassonie durante il sonno ad onde lente, altre che compaiono nel sonno REM e quelle che si verificano in ogni fase del sonno.

Tra le parassonie del sonno REM possiamo ricordare l’insorgenza di attacchi di panico, di cefalea a grappolo, di asma, e di alterazioni dell’erezione.

L’enuresi, il bruxismo, la iactatio capitis, la paralisi nel sonno familiari, sintomi cardiovascolari, reflusso gastro-esofageo si possono presentare in qualsiasi fase del sonno, ma soprattutto durante la fase 1 e 2 e nella fase di transizione.

Durante il sonno ad onde lente possono comparire sonnambulismo, pavor e incubi.

Per completezza occorre ricordare che i disturbi del tono dell’umore, come la depressione maggiore, i disturbi d’ansia generalizzati e le malattie della mente più gravi come la schizofrenia, i disturbi di personalità, la paranoia, possono sovvertire completamente l’architettura del sonno.

Le benziodiazepine sono più facilmente causa di eccessiva sedazione immediata e di hang-over correlabili alle modificazioni della farmacodinamica.

Altrettanto nocivi possono risultare gli ipnotici non benziodiazepinici.

E’ comunque raccomandabile la prescrizione di ipnotici in momenti di particolare stress, prescrivere una dose specifica e mai al bisogno per un periodo limitato di tempo.

Controllare la risposta al trattamento valutandone gli effetti collaterali, avere come bersaglio la sospensione dopo un ciclo di terapia.

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